"Occasioni come queste vanno prese ad esempio e portate nel resto del Lazio, perché coniugano beneficenza e sensibilizzazione su tematiche sociali importanti, educazione alle diversità e spinta all’inclusione sociale e lavorativa. In questa giornata, è bene sottolineare l’importanza del Braille come strumento di inclusione sociale. La Regione Lazio è particolarmente sensibile al tema, tanto da aver inserito nella riforma sociale un comma con il quale si impegna a diffondere il Braille. Un segnale di attenzione importante, con cui si garantisce ai soggetti ipovedenti e non vedenti parità di accesso tanto alle informazioni sui servizi, quanto alle prestazioni socio-assistenziali regionali".
"Abbiamo recuperato le risorse necessarie alla continuazione dei servizi sociali nel Consorzio del Cassinate. Ciò dimostra, come ho avuto modo di affermare anche nei giorni scorsi, come il sociale sia al primo posto dell’agenda della Giunta Polverini. L’impegno c’è come c’è sempre stato per risolvere le difficoltà legate ai pagamenti. Purtroppo le criticità che si presentano non sono nate oggi, ma sono il frutto di un ritardo ereditato dalla passata amministrazione regionale, che in alcuni casi risale alla fine del 2005. C’è quindi un gap che con senso di responsabilità stiamo colmando, come nel caso dei Comuni del Consorzio del Cassinate, che potranno continuare a erogare i servizi programmati in favore delle famiglie e delle persone più fragili del territorio".
"Dopo cento audizioni, trenta sedute in commissione, di stravagante c’è che ancora non si è capito qual è l’idea sul sociale del Pd, se non quella che va tutto bene così come è. La stessa idea con la quale in cinque anni di governo hanno portato al disfacimento dei servizi sociali del Lazio".
"Grazie allo sport e, in particolare, a Special Olympics, la persona con sindrome di Down ha la possibilità di mettersi in gioco e accettare una doppia sfida: quella con se stesso e quella contro i pregiudizi. In quest’ottica, lo sport e il diritto al tempo libero sono un tutt’uno con quello all’istruzione e alle opportunità di entrare nel mondo del lavoro. Si tratta di aspetti imprescindibili nel raggiungimento di una vera e piena autonomia personale e sociale".
"Le aziende del web dovrebbero fare di più per rendere internet un luogo più sicuro per i minori. Così come è importante che il governo recepisca in fretta la convenzione di Lanzarote. Nell’era di internet, l’informazione e la formazione anche sul tema della violenza va finalizzata a colmare il gap tecnologico tra le generazioni, tra genitori e figli. La pedopornografia online e il cyber bullismo sono fenomeni in crescita, così come l’adescamento delle vittime sui social network è ormai una triste consuetudine. Purtroppo c’è sempre meno controllo su quello che fanno i ragazzi in rete".
"Indirizzare le risorse recuperate dal pagamento dell’Ici da parte delle strutture ‘non esclusivamente commerciali’ della Chiesa al settore sociale. Non bisogna dimenticare che la Chiesa indirizza parte delle sue risorse all’aiuto delle famiglie e dei più fragili, non solo evitando fenomeni di marginalità ma anche ulteriori costi sociali. Per questo motivo, nel momento in cui la Chiesa è chiamata a contribuire con il pagamento dell’Ici, ritengo giusto che le risorse così recuperate vengano utilizzate per i servizi socio-assistenziali. Anche perché i bisogni aumentano mentre le risorse statali per il sociale sono state di fatto azzerate".
"Quella di oggi è una nuova importante occasione per parlare della nostra riforma sociale che ha conosciuto una lunga fase di concertazione alla quale anche il Cnec ha dato il suo prezioso contributo. Stiamo innovando un sistema sociale che fa riferimento a una legge di sedici anni fa che non è più in grado di leggere i nuovi e crescenti bisogni delle persone e di fornire risposte adeguate. Il Lazio ha bisogno di un nuovo sistema sociale al passo con i tempi, che da una distribuzione delle strutture e dei servizi a macchia di leopardo realizzi una rete omogenea sul territorio, verso una piena integrazione socio-sanitaria e verso l’ottimizzazione delle risorse".
"Le politiche per la casa sono una priorità, che la Giunta Polverini sta affrontando a 360°. Oggi presentiamo un progetto per favorire l’accesso all’alloggio ai cittadini immigrati regolarmente presenti nel Lazio. Non costruiamo solo case, ma un modello di integrazione. Perché l’immigrazione è un fenomeno strutturale nel Lazio, che conta 540mila cittadini immigrati, l’11,9 per cento del totale nazionale. Un fenomeno che non investe solo l’aspetto culturale, ma anche quello economico e sociale. Va governato per evitare tensioni. Con questo progetto, da un lato formiamo una forza lavoro carente sul mercato regionale, come quella di manovali e operatori edili specializzati, grazie a 60 borse lavoro per altrettanti cittadini immigrati. Dall’altro creiamo una rete regionale di case per la permanenza transitoria sia dei lavoratori immigrati stagionali, sia dei cittadini immigrati che vivono situazioni di grave disagio socio-economico".
"Su Roma 2020, più che da statista Monti si è mosso da ragioniere. Mi sfuggono le ragioni che hanno portato al no. Credo che l’Italia continui ad avere le carte in regola, molto più di altri paesi che sono in corsa. A cominciare dalla Spagna, che di certo non vive una situazione economica più brillante della nostra, fino all’Azerbaijan. Un’occasione persa prima ancora di arrivare sui blocchi di partenza".
"Nel Lazio stiamo innovando profondamente il sistema sociale, a partire da un processo di professionalizzazione del settore. Un processo nel quale si inserisce questo master, con cui vogliamo formare i manager delle imprese sociali della nostra regione. Una spinta verso una maggiore qualità dei servizi e della programmazione, quindi, ma anche verso nuove opportunità di impiego. Il non profit e il settore socio-assistenziale, infatti, costituiscono una valida leva per l’occupazione giovanile. Ecco perché metteremo a disposizione delle borse di studio. Ancora una volta, quindi, parliamo di una programmazione che guarda al futuro".