STIAMO VALORIZZANDO IL RUOLO DEI CENTRI ANZIANI
“Visto il progressivo invecchiamento della popolazione, quello dell’assistenza domiciliare è una vera e propria priorità”. Lo ha dichiarato l’assessore alle Politiche sociali e Famiglia della Regione Lazio, Aldo Forte, intervenuto al convegno ‘L’assistenza domiciliare nelle prospettive della riforma sociale’ organizzato presso il Centro anziani di Scauri. Al convegno hanno preso la parola anche il presidente del Centro anziani, Antonio Signore, il commissario prefettizio, Vincenzo Greco, e la sociologa Myriam Spaziani.
“A breve, - ha aggiunto Forte – approveremo trenta nuovi corsi di formazione per assistenti familiari grazie a uno stanziamento di 1,2 milioni di euro. Avremo 600 nuovi operatori, per rispondere in maniera più puntuale ai bisogni delle persone anziane e dei disabili. L’obiettivo, però, non è solo quello di potenziare l’assistenza domiciliare, bensì soprattutto di qualificare chi già opera nel settore, ma senza titolo. Come, ad esempio, le badanti straniere. A tal riguardo, stiamo per attivare il Registro regionale degli assistenti familiari. Per iscriversi gli operatori dovranno essere in possesso di requisiti minimi e di specifiche competenze. Pertanto l’iscrizione diverrà garanzia della loro affidabilità professionale agli occhi delle famiglie che, consultando il registro, potranno scegliere l’operatore che, per caratteristiche ed esperienze, meglio risponde alle esigenze dei loro cari”.
“Detto questo, visto che siamo entrati nell’Anno europeo dell’invecchiamento attivo e della solidarietà tra le generazioni, credo che strutture come il Centro anziani di Scauri, oltre che luoghi di socializzazione, debbano rappresentare dei presidi dove realizzare anche attività di prevenzione e di prima assistenza. Ad esempio, possono permetterci di monitorare lo stato di salute, di intercettare i bisogni sociali e di informare gli anziani sulle attività sociosanitarie regionali. Una funzione che abbiamo istituzionalizzato inserendola nel testo della riforma sociale. D’altronde nel Lazio ci sono 600 centri anziani, una vera e propria rete di strutture che già esiste e che va valorizzata. Così come va valorizzato il contributo degli over 65 che ancora molto possono dare alle comunità in cui vivono”.













