AL VIA ACCORDO REGIONE-MINISTERO PER FAVORIRE L'INTEGRAZIONE DEGLI IMMIGRATI

AL VIA ACCORDO REGIONE-MINISTERO PER FAVORIRE L'INTEGRAZIONE DEGLI IMMIGRATI
Martedì, 14 Febbraio, 2012

‘Costruiamo insieme’, questo il titolo del progetto in favore dei cittadini immigrati regolarmente presenti nel Lazio presentato oggi, nel corso di una conferenza stampa presso la sede della Società geografica italiana a Villa Celimontana, dall’assessore alle Politiche sociali e Famiglia della Regione Lazio, Aldo Forte, e dal direttore generale dell’Immigrazione del Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali, Natale Forlani. Presente anche il presidente della Società geografica italiana, Franco Salvatori.

“Le politiche per la casa sono una priorità, che la Giunta Polverini sta affrontando a 360°. – ha dichiarato l’assessore regionale Aldo Forte – Oggi presentiamo un progetto per favorire l’accesso all’alloggio ai cittadini immigrati regolarmente presenti nel Lazio. Non costruiamo solo case, ma un modello di integrazione. Perché l’immigrazione è un fenomeno strutturale nel Lazio, che conta 540mila cittadini immigrati, l’11,9 per cento del totale nazionale. Un fenomeno che non investe solo l’aspetto culturale, ma anche quello economico e sociale. Va governato per evitare tensioni. Con questo progetto, da un lato formiamo una forza lavoro carente sul mercato regionale, come quella di manovali e operatori edili specializzati, grazie a 60 borse lavoro per altrettanti cittadini immigrati. Dall’altro creiamo una rete regionale di case per la permanenza transitoria sia dei lavoratori immigrati stagionali, sia dei cittadini immigrati che vivono situazioni di grave disagio socio-economico”.

Nel dettaglio, sono tre le fasi operative di ‘Costruiamo insieme’. La prima prevede attraverso un bando l’individuazione delle strutture da recuperare. La seconda la formazione alle professioni edili di 60 cittadini immigrati richiedenti asilo o titolari di protezione internazionale, regolarmente presenti sul territorio del Lazio con particolare disagio socio-occupazionale. La formazione durerà tra i cinque e i sette mesi con corsi di formazione di 600-1000 ore, con moduli settimanali di 40 ore. Durante la formazione i cittadini immigrati riceveranno una borsa lavoro. Al termine del corso verrà rilasciato un attestato di formazione professionale riconosciuto. Di pari passo alla formazione, i cittadini immigrati saranno inseriti in imprese edili del territorio e si occuperanno del recupero delle strutture. Infine, la terza fase prevede lo start-up della gestione delle strutture in collaborazione con i Comuni interessati.

“Si tratta – ha aggiunto il direttore Natale Forlani – di un programma nazionale di convenzioni tra Ministero e Regioni del valore di 8 milioni di euro. Di questi, 1,5 vanno al Lazio, che è tra le più attive in Italia sul tema. ‘Costruiamo insieme’, infatti, si inserisce in un contesto di interventi. Il Lazio sta accogliendo circa 1.300 minori stranieri non accompagnati. Per chi è prossimo ai diciotto anni, stiamo già prevedendo di attuare in sinergia percorsi di inserimento socio-lavorativo. In più, è già pronto un nuovo accordo per nuovi corsi di lingua finalizzati al permesso di soggiorno. Interventi mirati all’integrazione, perché ormai siamo entrati in una fase in cui le comunità di immigrati tendono a stabilizzarsi. Una fase nella quale, come sta facendo il Lazio, - ha concludo Forlani – l’attenzione va rivolta a quelli che sono i tre fattori di integrazione più importanti: lavoro, lingua e casa”.

"Questo progetto testimonia l’importanza di ridare priorità al politico sul tecnico”. Lo ha dichiarato il presidente della Società geografica italiana, Franco Salvatori. “Il punto, - ha aggiunto Salvatori – non è soltanto perché il politico risponde al popolo. Ma soprattutto perché il politico è in grado di sintetizzare, non solo di analizzare. Soprattutto su temi forti, come quello dell'immigrazione. Il progetto ‘Costruiamo Insieme’ ne è la prova: parte dall’analisi e dà una risposta politica e di prospettiva al tema. I movimenti di popoli, infatti, devono trasformarsi in insediamento. È la storia che ce lo racconta. Sono come corsi d’acqua che straripano e devono necessariamente trovare un nuovo alveo, dove continuare il loro corso”.

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